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29 Dicembre 2016: Ravello celebra l'Organo Monumentale del Duomo con un libro e un concerto di Daniel Roth

«L'organo del Duomo di Ravello: uno strumento al servizio della liturgia e dell'identità di Ravello "Città della musica"» è il titolo dell'evento celebrativo organizzato in occasione dei primi cinque anni dall'inaugurazione dell'Organo Monumentale del Duomo di Ravello.

Lo straordinario appuntamento culturale si svolgerà il 29 dicembre dalle 19 e si aprirà con la presentazione del volume: "L'organo monumentale del Duomo di Ravello" (Arte'm), opera, scritta a più mani, con la prestigiosa prefazione del Cardinale Gianfranco Ravasi, dedicata al laborioso percorso storico-liturgico e architettonico che ha permesso all'ex Cattedrale di dotarsi del dono inestimabile del maestoso strumento. 

Ai saluti del sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier, dell'arcivescovo Orazio Soricelli, del presidente della Fondazione Ravello Sebastiano Maffettone e del presidente della Ravello Nostra, Paolo Imperato, seguiranno gli autorevoli interventi del Direttore emerito della Cappella Musicale Pontificia "Sistina", M° Mons. Giuseppe Liberto e del Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, M° Mons. Vincenzo De Gregorio.

La serata si concluderà con un evento straordinario: il Concerto d'organo, unico per l'Italia, del Maestro Daniel Roth, organista di assoluta fama mondiale e Titolare del Grande Organo A. Cavaillé-Coll di Saint-Sulpice di Parigi.

L'evento è organizzato dall'Associazione "Ravello Nostra" e dalla Parrocchia Santa Maria Assunta, Basilica ex Cattedrale, in collaborazione con Comune di Ravello e Fondazione Ravello.

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17 dicembre 2013: Presentazione del volume "Furto in Galleria" di Francesco Pellegrino

"ORE 22, furto in galleria" è il titolo del volume di Francesco Pellegrino (Edizione Natyvi Contemporanea) che sarà presentato sabato 21 dicembre, alle 19, presso il Museo del Duomo di Ravello.

Il testo ricostruisce il clamoroso furto di tre dipinti (Il Giardiniere eL'Arlesiana di Vincent Van Gogh e Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne) avvenuto nel maggio 1998 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, con una nota introduttiva di Walter Veltroni che all'epoca rivestiva la carica di Ministro dei Beni Culturali.

Francesco Pellegrino, coordinatore dei servizi di accoglienza presso il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma, ha conosciuto da vicino questa storia e ne ha raccontato in questo avvincente libro gli avvenimenti, i retroscena, le indagini.

Ai saluti del Sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier seguiranno gli interventi di Luigi Buonocore, Direttore del Museo del Duomo di Ravello, Angelo Capasso, Critico d'Arte, Giovanni Villani, Architetto Direttore Coordinatore della Soprintendenza BAP per le Province di Salerno e Avellino. L'introduzione e la moderazione della serata, in cui è prevista la partecipazione dell'On.le Walter Veltroni, sarà affidata al Presidente Circolo della Stampa e Stampa Estera Costa d'Amalfi Alfonso Bottone.  

 

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Come arrivare

Museo dell'Opera del Duomo 

Piazza Duomo

tel +39089858029 

 

Come arrivare a Ravello:

In auto da Roma

Itinerario più rapido
Strada più breve, con meno traffico e con bella veduta su Napoli: dall’autostrada del sole, giunti a Caserta Sud immettersi sulla A30. Uscire al casello di Nocera-Pagani. Seguire le indicazioni “Valico di Chiunzi” e “Costiera amalfitana”, raggiungendo Ravello attraverso il valico.

Itinerario più panoramico
A Caserta Sud imboccare la A30 e proseguire verso Salerno fino al casello di Vietri sul mare. Seguire le indicazioni “Costiera amalfitana” e “Ravello”, toccando Cetara, Maiori e Minori. Questa strada, molto panoramica, è però trafficata, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi.

In auto da Napoli
Prendere l’autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno. Uscire al casello di Angri Sud. Seguire le indicazioni “Valico di Chiunzi” e “Costiera amalfitana”, raggiungendo Ravello attraverso il valico.

In auto dal Sud
Venendo da sud (A3) uscire a Salerno. Raggiungere Vietri e percorrere per 25 chilometri la bella strada della Costiera amalfitana fino al bivio per Ravello.

In treno
Scendere alla stazione di Napoli (56 km) o di Salerno (30 km). Raggiungere Ravello con un taxi oppure con un autobus delle autolinee Sita.

In traghetto o aliscafo
Da Napoli, Salerno, Positano, Sorrento, Capri, Ischia è possibile raggiungere il porto di Amalfi in aliscafo, godendo la vista di una delle coste più belle del mondo. Giunti ad Amalfi si può arrivare a Ravello (7 km) con un taxi o con l’autobus delle autolinee Sita.

Parcheggi a Ravello

Il parcheggio consigliato per la sosta breve è quello localizzato sotto Piazza Duomo (ovest)

Per la lunga sosta e/o opiti delle strutture ricettive è consigliato il parcheggio Auditorium Oscar Niemeyer

 

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Complesso Monumentale della SS. Annunziata: Ravello, 31 ottobre - 1 Novembre 2015. Convegno Internazionale di Studi: L'apogeo di Ravello nel Mediterraneo.

Il programma è online.

Il Museo dell’Opera del Duomo, l’Associazione per le Attività Culturali del Duomo di Ravello e L’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, in collaborazione con il Comune di Ravello, e il Consorzio “Ravello Sense”, hanno programmato un Convegno Internazionale di Studi che avrà luogo presso il Complesso Monumentale della SS. Annunziata dal 30 Ottobre al 1 Novembre pp.vv., sul seguente tema: “L’apogeo di Ravello nel Mediterraneo. Cultura e patronato artistico di una élite medievale”.

Le Giornate di Studio saranno incentrate sul momento di massimo splendore della nostra Città che, tra XI e XIII secolo, conquista un ruolo egemone nel Mediterraneo, sostenuto dalle fortune commerciali del patriziato locale. Esito di questa stagione straordinaria sono le imprese artistiche promosse da un ceto dominante non solo entro i confini della Costa d’Amalfi, ma anche oltre, nella linea delle espansioni tracciate dai mercanti ravellesi lungo le rotte mediterranee. Continua la lettura

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I Laboratori didattici

Il Museo dell’Opera del Duomo, con la collaborazione di Historia e di PAMart, sta proponendo il progetto didattico "IL MUSEO RACCONTA IL TERRITORIO"... DIDATTICA MUSEALE E LABORATORI presso l'Istituto comprensivo di Ravello

Il Progetto è finalizzato alla conoscenza del territorio ravellese, alla scoperta della memoria storica, archeologica ed artistica, e del suo patrimonio immateriale attraverso itinerari tematici. Storie e curiosità sveleranno aspetti sconosciuti di luoghi abitualmente frequentati dai ragazzi.

Un modo per dimostrare che ancora possibile gettare uno sguardo intorno a noi come se fossimo capaci di vedere per la prima volta…

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Il Convegno di Studi 2013

L’Associazione per le Attività Culturali del Duomo di Ravello, in occasione della festa patronale di San Pantaleone, ha programmato il consueto Convegno di Studi, quest’anno dal titolo Ravello nel Settecento: Chiesa, Società, Istituzioni, che si terrà nel magnifico complesso della SS. Annunziata nei giorni 23 e 24 luglio 2013. Un appuntamento fisso che permette ogni anno di fare luce su molti aspetti religiosi, sociali, cultuali e civili del nostro territorio nei secoli passati. Il Convegno del 2013, che idealmente si collega all’Incontro del 2012 dal titolo Ravello nel Settecento: dal Romanico al Barocco, nel corso del quale furono definiti alcuni caratteri generali della società ravellese e costiera nel XVIII secolo, sarà circoscritto ad alcuni settori specifici della società ravellese nel secolo dei “Lumi”.

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Il Duomo

Il Duomo di Ravello, dedicato a Santa Maria Assunta, fu edificato alla fine dell'XI secolo: si tratta di una basilica di derivazione benedettino-cassinese con tre navate, scandite da un doppio colonnato, transetto sopraelevato per la presenza di una sottostante cripta ed absidi estradossate.

La porta di bronzo, donata dal nobile ravellese Sergio Muscettola ed eseguita da Barisano da Trani nel 1179,  è costituita da due battenti in legno su cui sono affisse in maniera quasi speculare 80 formelle, di cui 54 figurate e 26 decorative. Le giunture sono ricoperte da fasce ornamentali raccordate da borchie piramidali o circolari assicurate alla struttura con grossi chiodi. La tecnica utilizzata nella realizzazione delle formelle è il bassorilievo: nel ciclo iconografico vengono rappresentati, a partire dai registri più bassi, il mondo animale e vegetale (l'albero della vita) l'universo umano (rappresentato dagli arcieri e dai mazzieri) e le gerarchie della Chiesa (Santi, Madonna e Cristo). 

L'ambone dell'epistola fu fatto eseguire dal secondo vescovo della diocesi Costantino Rogadeo (1094 – 1150). L'arredo è costituito da due scale laterali affiancate ad un lettorino centrale, recante in alto un'aquila dalla testa mozza. Nel registro inferiore due plutei sono decorati con dischi di porfido e serpentino, inquadrati da meandri curvilinei. In alto un mosaico raffigura l'episodio biblico del profeta Giona, ingoiato e vomitato dal pistrice, prefigurazione della morte e resurrezione di Gesù. Sotto il lettorino, a sottolinearne il carattere di monumento alla resurrezione, due pavoni, simbolo della vita eterna, sormontano una nicchia centrale che rimanda al sepolcro vuoto.

Il pulpito, opera di Nicola di Bartolomeo da Foggia, fu donato da Nicola Rufolo nel 1272. L'arredo è costituito da una rampa d'accesso e da una cassa quadrangolare. Un arco trilobo, ornato dai ritratti di Nicola Rufolo e di sua moglie Sigilgaida, costituisce l'ingresso della scala interna. La cassa poggia su sei colonne tortili, sorrette da tre leoni e tre leonesse dalla folta criniera. I capitelli, minuziosamente lavorati, sono scolpiti con tralci vegetali e motivi zoomorfi. Al centro si erge il lettorino costituito da un’ aquila recante negli artigli un codice con l'iscrizione: “In principio erat Verbum”, inizio del Vangelo di San Giovanni. La decorazione musiva è costituita da tessere policrome allettate su una mala di calce: fasce curvilinee composte da stelle a sei e a otto punte, inquadrano animali, draghi e uccelli tra racemi fioriti che si stagliano su fondo dorato. Al centro del prospetto rivolto verso la controfacciata è raffigurata la Madonna con il Bambino affiancata dallo stemma della famiglia Rufolo.

La cappella dedicata al principale patrono della città, San Pantaleone, fu costruita nel XVII secolo per dare una degna collocazione alla reliquia del sangue dal santo, conservata fino ad allora a sinistra dell'altare maggiore, in un posto chiamato “finestra”. In corrispondenza di una graziosa cupoletta si eleva il pregevole dossale in marmi policromi. Quattro colonne, sormontate da trabeazioni, ne inquadrano la facciata. Al centro si ammira il dipinto raffigurante il martirio di San Pantaleone, opera eseguita nel 1638 dal pittore genovese Gerolamo Imperiali, autore anche delle tele laterali con i santio Tommaso e Barbara. La reliquia del sangue, custodita in una reliquiario in argento dorato, suole liquefarsi nell'anniversario del martirio. (27 luglio).

 

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Le Pubblicazioni

Pantaleone da Nicomedia Santo e Taumaturgo tra Oriente e Occidente

ESI, 2006, pp. 252.

€ 25

Gli Atti del primo Convegno di Studi (2004) approfondiscono la conoscenza della straordinaria figura di Pantaleone da Nicomedia in cui l’aspetto scientifico si è coniugato con successo con quello scientifico. Nessun ambito relativo al culto del santo è stato trascurato e sono state esaminate la storia, la pratica liturgica l’arte e la medicina.

 

 

 

 

Pantaleone da Nicomedia, santo tra cielo e terra: reliquie, culto, iconografia.

I santi venuti dall’Oriente. Trifone e Barbara sul cammino di Pantaleone.

ESI,2009, pp.511.

€ 35

La pubblicazione degli Atti del secondo (2005) e del terzo convegno (2006) di studi costituisce un approfondimento sulla figura e sul ruolo di Pantaleone da Nicomedia, il martire taumaturgo divenuto patrono di Ravello e sui santi Barbara e Trifone grazie al contributo degli studiosi provenienti dal mondo cattolico romano e cristiano ortodosso.

I santi taumaturgi Cosma e Damiano venerati a Ravello: storiografia e culto

Caterina d’Alessandria tra culto orientale e insediamenti italici.

ESI, 2012, pp. 312.

€ 50

La pubblicazione degli atti del quarto (2007) e quinto (2008), incentrati rispettivamente sui santi Cosma e Damiano e su Santa Caterina d’Alessandria, rappresentano il risultato di ricerche scientifiche da parte di eminenti studiosi provenienti da numerosi ambiti del mondo scientifico (agiografi, storici dell’arte, iconografi, antropologi) che hanno apportato ulteriori novità sulle figure della santità orientale.

San Nicola da Myra dal Salento alla Costa d’Amalfi: il mito di un culto in cammino

I Santi Giorgio ed Eustachio. Milites Christi in terra amalfitana

ESI, 2012, pp. 409

€ 50

Le ricerche presentate nel sesto e settimo assumono un importante significato per la ricostruzione di due rilevanti figure religiose costituendo un punto fermo e una base di partenza per studi futuri che potranno essere stimolati da nuove acquisizioni ed offrire ulteriori proposte di lettura.

Giuseppe Imperato

Ravello nella storia e nell’arte (disponibile anche in inglese)

De Rosa, 1995, pp.134

€ 6

Un breve ed affascinante monografia in cui le memorie della città sono rievocate con rigore e passione. L’autore, cogliendo i dati salienti offerti dalla natura e gli aspetti peculiari presentati dalla storia, riesce a soddisfare in modo esauriente tutte le curiosità del turista, occasionale o abituale, e offre utili spunti per un approfondimento a quanti si interessano della storia locale.

Giuseppe Imperato

Amalfi nella natura,nella storia e nell’arte

Arti Grafiche De Luca, pp.197

€ 6

La monografia intende rievocare, sia pure in brevissima sintesi, la meravigliosa storia della gloriosa Prima Città Repubblicana e Marinara, illustrandone gli insigni monumenti sacri e profani, al fine di poter soddisfare il turista in genere e chiunque ami conoscere questa bella cittadina.

 

 

Giuseppe Imperato

Amalfi nella storia religiosa e civile. Dalle origini al XVII secolo

De Rosa 1987,pp.555.

€ 25

L’opera presenta un quadro della vita religiosa quale si riflette nello specchio delle vite dei suoi pastori, a cominciare dalla fine del secolo VI, con il vescovo Pimenio, il primo di cui ci è noto il nome, e fino al secolo XVII con l’Arcivescovo Giulio Rossini. Una storia lunga all’incirca mille anni quella che l’autore ci racconta, scandita da un incalzante taglio cronologico e ricca di continue sollecitazioni nell’intreccio costante degli avvenimenti politici con quelli religiosi, che sovente lasciano intravedere palpitanti momenti di vita quotidiana.

Giuseppe Imperato

Ravello nella storia civile e religiosa

De Rosa, 1990, pp. 498

€ 25

Frutto maturo dell'appassionato studio dell’autore, costituisce un’opera fondamentale per la conoscenza della storia cittadina che offre, attraverso lo studio accurato delle fonti documentarie, un quadro completo della storia ravellese, articolata nelle diverse componenti, ponendo in particolare rilievo la vita cristiana, l’attività pastorale dei vescovi nonché la descrizione delle varie chiese e delle opere artistiche.

Luigi Buonocore

Il Duomo di Ravello

Gutenberg Edizioni, 2004, pp.71.

€ 10

Il testo, agile ma denso e documentato, ricostruisce la storia del complesso monumentale, espressione di devozione popolare, di potenza munifica e di orgoglio civico, e fornisce una dettagliata descrizione degli arredi liturgici e delle straordinarie testimonianze storico-artistiche ereditate dalle passate generazioni.

Luigi Mansi

Ravello Sacra Monumentale

Luciano Editore (Ristampa anastatica), pp. 211

€ 20

Pubblicazione, apparsa neI 1887, di fondamentale importanza nella storiografia moderna locale, attualmente in commercio, in edizione anastatica. Singolare opera di storia patria che, mentre ha offerto ai successivi studiosi preziosi elementi bibliografici e documentazioni di varia attinenza sul patrimonio religioso e artistico della città (provenienti dall’Archivio Vescovile di Ravello), suggella e comprova -in sintesi più moderna - la cronologia degli eventi, sia civili che ecclesiali, già evidenziata nel Rinascimento dal grande storico-giurista ravellesse Marino Frezza e, in seguito, dagli amalfitani Francesco Pansa e Matteo Camera.

Giuseppe Imperato

Un Testimone. San Pantaleone

De Rosa, 1982, pp.141.

€ 6

Lo studio è un omaggio filiale di uno studioso devoto che ha raccolto le notizie più interessanti sul giovane medico di Bitinia e sulla preziosa reliquia del sangue, custodito nella chiesa cattedrale di Ravello, esaminando la ricca documentazione presente nell’Archivio Vescovile.

 

Salvatore Ulisse Di Palma

La reliquia del sangue di San Pantaleone (con DVD in omaggio)

Gutenberg Edizioni, 2007, pp.95

€ 25

Il volume, di gradevole lettura e impreziosito da singolari ed originali fotografie e video dell’ampolla con il sangue del martire, la cui liquefazione viene osservata con lo sguardo attento del medico, è una testimonianza di affetto e di devozione di un ravellese che ama e desidera far conoscere il santo patrono verso cui si sente legato da vincoli di fede e di gratitudine.Ai lettori che non credono, il consiglio di leggere questa narrazione con cuore "semplce e primitivo" così come Matilde Serao consigliava ai lettori del suo San Gennaro nella leggenda e nella vita.

Vittorio Bracco

Urne romane della Costa d’Amalfi

De Luca, 1977, pp.85.

L’autore svela il volto delle urne cinerarie presenti in Costa d’Amalfi che vengono studiate dall’autore con acutezza e profondità d’indagine critica, cogliendo il significato degli elementi figurativi e interpretando il linguaggio epigrafico, ove presente. Uno studio organico che raccoglie preziosi elementi che ci fanno risalire alle origini stesse della storia amalfitana.

€ 12

 

Salvatore Ulisse Di Palma

Ricordi di Ravello

€ 25

Questo volume sulla memoria di Ravello scandaglia le stratificazioni più recenti ed è corredato da un meditato corredo iconografico, attento agli eventi di una storia umana durata un secolo, ma anche agli accadimenti più minuti, capaci, tuttavia, di dare connotazione ad una stagione di uomini.

VITA DEL GLORIOSO Martire: € 10

 

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Orari e biglietti

Biglietti

Intero € 3,00

Ridotto € 2,00

 

Orario di apertura:

Il Museo è aperto tutti i giorni della settimana:

dalle ore 11.30 alle 17.30 (mese di Aprile)

dalle 10.00 alle 18.00 (da Maggio a Ottobre)

Su prenotazione (da Novembre a Marzo)

 

Giorni di chiusura:
27 Luglio, festa patronale.

 

Ingresso ridotto:

Riservato a: bambini da dai 7 ai 13 anni; gruppi o comitive di studenti delle scuole accompagnati da insegnanti; ai gruppi o comitive (superiori a 25 persone) accompagnati da guida turistica; gruppi di pellegrini in visita al Duomo accompagnati da sacerdote; ai giornalisti previa esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta; ai membri di ICOM (International Council of Museum), ICOMOS (International Council on Monument and Sites), ICCROM (Centro Internazionale di Studi per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali); ai soci delle associazioni culturali della Costa d’Amalfi e ai soci FAI; ai docenti e agli studenti delle facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e dei corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico artistico delle facoltà di lettere e filosofia, appartenenti all’Unione Europea. Previa esibizione del certificato di iscrizione per l’anno accademico in corso.

Ingresso gratuito

Riservato a: cittadini residenti nel Comune di Ravello; ai bambini fino a 6 anni; alle persone diversamente abili e ai loro accompagnatori (ad ogni diversamente abile corrisponde un solo accompagnatore); agli insegnanti accompagnatori ( 1 ogni 10 studenti); alle guide turistiche abilitate previa esibizione del tesserino; agli interpreti turistici dell’Unione Europea quando occorra la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; ai soci dell’ Associazione per le Attività Culturali del Duomo di Ravello, Associazione Ravello Nostra, AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani); a personalità in visita al Duomo in occasione di eventi di rappresentanza; ai funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che necessitino di accedere per motivi di studio o di ricerca relativi ai loro compiti d’istituto, previa esibizione di cartellino magnetico individuale.

Per richiedere:

- la consultazione dell'inventario;

- la consultazione dell'archivio fotografico;

- la richiesta di riproduzioni fotografiche;

- la richiesta di autorizzazione per riprese fotografiche e filmate;

- la richiesta di autorizzazione alla riproduzione delle immagini su qualsiasi supporto e per  qualsiasi utilizzo;

occorre inviare una specifica istanza, con l'indicazione delle generalità del richiedente, delle opere oggetto della richiesta e del motivo della medesima al seguente indirizzo mail:

 

direzione@museoduomoravello.com

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Ravello come centro culturale d'élite nel Mediterraneo medievale

Ravello come centro culturale d'élite nel Mediterraneo medievale capace di elaborare una koinè culturale composita tra Oriente e Occidente. E' quanto indiscutibilmente emerso a margine del Convegno Internazionale di Studi "L'apogeo di Ravello nel Mediterraneo. Cultura e patronato artistico di una élite culturale" svoltosi dal 30 ottobre ad oggi presso il meraviglioso Complesso Monumentale della SS. Annunziata, cui hanno preso autorevoli relatori provenienti da università italiane e straniere, unitamente agli studiosi locali da anni impegnati nello studio del territorio.

«Nell'intento di dilatare gli orizzonti conoscitivi su Ravello medievale, e sul suo ruolo nel Mediterraneo - ha osservato nelle conclusioni Mario D'Onofrio, professore emerito di Storia dell'Arte Medievale presso "La Sapienza - Università di Roma" - il convegno ha cercato di procedere con un'indagine a più livelli, all'insegna di un'articolata metodologia critica di giusta marca interdisciplinare. Con lo scopo precipuo di far valere le interconnessioni, le reciprocità, le interdipendenze, nell'ambito della tematica generale, si intrecciano storia tout court, storia dell'arte, storia sociale dell'arte, storia economica, storia politica. Il convegno ha mirato a far luce sulle varie vicende storiche e sui singoli manufatti artistici muovendosi non solo sul piano filologico puro e semplice, fosse quello unicamente delle caratteristiche tecniche e formali, ma anche e soprattutto in rapporto dialettico con coloro che ne furono i protagonisti, committenti, concepteur e, in questo caso specifico, sostenitori finanziari. Ebbene, grazie a questa particolare angolatura di studio, il risultato significativo è stato raggiunto, quello di far emergere l'esatta natura e valenza delle imprese artistiche promosse, favorite e finanziate dal ceto dominante ravellese, ossia dal patriziato locale, sia dentro che fuori Ravello, dentro e oltre Ravello, lungo le rotte del Mediterraneo tracciate dagli stessi mercanti ravellesi antichi, allorquando tra i secoli XI e XIII, la città di Ravello raggiunse l'apogeo e la sua massima espansione nel bacino del Mediterraneo, quando sostiene e favorisce una feconda stagione artistico-culturale, fatta anche di novità, di spunti, di scelte progettuali, di strategie rappresentative e autorappresentative particolarmente felici». Infine, ha auspicato che: «La ricca messe di spunti e suggestioni vada a confluire quanto prima negli atti, strumento di conoscenza e di promozione culturale che va messo a disposizione della comunità scientifica».

L'evento, a cura del Museo dell'Opera del Duomo, dell'Associazione per le Attività Culturali del Duomo di Ravello e "La Sapienza - Università di Roma", con il sostegno del Comune di Ravello e l'indispensabile contributo del Consorzio di Promozione Turistica Ravello Sense, ha aggiunto, così, un ulteriore tassello al prezioso mosaico culturale che Ravello, Città antica, aperta ad una vocazione internazionale, offre al mondo intero.

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Sezioni Espositive

Nelle due sezioni espositive (antica e medievale-moderna) si possono ammirare reperti di interesse storico-artistico e archeologico, urne cinerarie, sarcofagi, sculture di pregevole fattura, ornati lapidei e arredi liturgici in metalli nobili. Tra le opere più significative vanno annoverati il ritratto di Sigilgaida Rufolo, opera del 1272 di Nicola di Bartolomeo da Foggia, e il Falconiere, sculture legate al gusto antichizzante di Federico II di Hohenstaufen già esposte con successo al Metropolitan Museum di New York e ai Reiss-Engelhorn-Museen di Mannheim. Un prezioso patrimonio che testimonia l’antica dignità episcopale delle Città e le vicissitudini che il complesso monumentale della chiesa cattedrale ha attraversato nel corso dei secoli. Una vera e propria via della memoria capace di trasmettere ancora oggi al visitatore, immerso in un silenzio odoroso d’incenso, il profondo senso religioso che ha animato le nobili famiglie ravellesi, munifiche committenti di capolavori straordinari eseguiti ad maiorem Dei gloriam.

 

The "Opera Duomo Museum", opened in 1983, is located in the ancient crypt of the basilica, covered by barrel vaults resting on granite columns, and in a room placed next to the right aisle. It preserves classical and medieval works, urns, sarcophagi, sculptures, mosaics,stone ornaments and silver artefacts, precious testimonials of Faith which inspired the aristocratic families of Ravello in the past centuries.The Museum preserves the portrait of Sigilgaida Rufolo, engraved in 1272 by Nicola di Bartolomeo da Foggia, which exalts the modernity of Frederick II of Hohenstaufen. The portrait of woman with diadem, together with the “Falconer” preserved in the Museo del Duomo, has been successfully presented to the following International Exhibitions: “Set in Stone: The Face in Medieval Sculture”, Metropolitan Museum New York, 2006 – 2007; “Exempla. The Rebirth of Antiquity in Italian Art. From Frederick II to Andrea Pisano”, Castel Sismondo - Rimini, 2008 ; “Die Staufer und Italien", Reiss-Engelhorn-Museen - Mannheim, 2010 – 2011.

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