Il Convegno di Studi 2013

Anche quest'anno, in occasione della festa patronale, nei giorni 23 e 24 luglio, si è svolto il consueto Convegno di Studi, a cura dell’Associazione per le Attività Culturali del Duomo di Ravello in collaborazione con Il Museo dell'Opera del Duomo, un appuntamento fisso che permette ogni anno di fare luce su molti aspetti religiosi, sociali, cultuali e civili del nostro territorio nei secoli passati. Il Convegno 2013, dal titolo Ravello nel Settecento: Chiesa, Società, Istituzioni, si è tenuto nel magnifico complesso della SS. Annunziata ed ha completato il quadro già delineato nell’Incontro del 2012 (Ravello nel Settecento: dal Romanico al Barocco), nel corso del quale erano stati definiti alcuni caratteri generali della società ravellese e costiera nel XVIII secolo. 

La vita della Chiesa particolare e il contesto sociale in cui essa operava è stata oggetto degli interventi di Crescenzo Paolo Di Martino, Archivista e Cultore di storia patria, che si è occupato della legislazione sinodale del vescovo calabrese Giuseppe Maria Perrimezzi, e di Don Luigi Di Martino, già Direttore della Biblioteca “Alessandro VII” dell’Arcidiocesi di Siena e Paleografo Diplomatista, che ha affrontato il tema Ravello durante gli episcopati di Nicola Guerriero e di Antonio Maria Santoro. Nel periodo di presulato del vescovo Santoro giungerà nella Diocesi di Ravello-Scala anche il Santo per eccellenza del Settecento Meridionale, Alfonso Maria de’Liguori, che inciderà profondamente nella vita degli abitati costieri, con un’intensa attività di evangelizzazione. Alle circostanze del suo arrivo tra le nostre genti e al singolare contributo offerto alla Diocesi Ravello-Scala è stato dedicato l’intervento di Don Giuseppe Imperato, che fin dagli anni Settanta si è occupato di questo tema con dovizia di particolari, studiando in particolare il contributo fornito da Don Giuseppe Pansa, nipote e curatore dell’opera del più noto zio Francesco Maria, autore dell’Istoria dell’Antica Repubblica di Amalfi e delle sue città, pubblicata nel 1724 in Napoli. Il giovane studioso Pierandrea Cavaliere ha offerto un ritratto sull’ultimo vescovo diocesano residente, Silvestro Miccù, tra Ancien Régime e Rivoluzione.  A chiudere il segmento religioso, si sono distinti gli interventi sui rapporti tra i Vescovi della diocesi di Ravello e la Puglia nel Settecento, del teologo Stefano Zizzi, e lo studio di carattere araldico-sfragistico di Maurizio Ulino dal titolo Lumi dai vangeli. Dei Vescovi di Ravello. Sull’aspetto cultuale, sul quale già lo scorso anno offrì una rassegna più o meno particolareggiata, Salvatore Amato ha invece approfondito una devozione del Settecento ravellese, che costituisce una novità assoluta rispetto ai secoli precedenti e successivi, e cioè quella tributata a San Gennaro, patrono del Regno di Napoli e della sua capitale.

Gli aspetti della vita civile e sociale sono stati oggetto degli studi di Donato Sarno su Illuministi e giacobini a Ravello nel XVIII secolo, di Angelandrea Casale, sul sedile dei nobili di Ravello nel Settecento, e di Fabio Paolucci, da qualche anno ricercatore presso l’Archivio del Capitolo di San Pietro in Vaticano, che, per la prima volta, ha presentato lo studio di una fonte di primaria importanza per la ricostruzione dei contesti economico-sociali del Settecento meridionale, il Catasto Onciario borbonicoA completare la struttura del Convegno, ampio spazio è stato dedicato alla sezione storico-artistica ed architettonica, con i contribuiti di Antonio Milone sulla Porta di Barisano e i suoi restauri tra Settecento e Ottocento, di Antonio Braca su Il cassettonato del duomo di Amalfi e la penetrazione del Solimenismo in costa d'Amalfi, di Annamaria Parlato sull’Argenteria sacra del Settecento nel Duomo di Ravello e di Luigi Buonocore, che affront il complesso tema Rifacimenti e trasformazioni delle frabbriche religiose diocesane.

Insomma, anche quest’anno il programma ha offerto ampi spunti di riflessione e mira a valorizzare le giovani e qualificate competenze del territorio costiero, supportate da studiosi di consolidata preparazione e consueta disponibilità.

 

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